LE MIE RECENSIONI (su alcuni dei film in concorso e non, a Venezia 75)

Due parole sul francese AMANDA sul neo-rapporto fra una bambina e il suo giovane zio

David è un ragazzo di 24-25 anni la cui sorella maggiore muore in un atto terroristico – che colpisce duramente anche la ragazza di cui è innamorato, Lena, la quale riporta lesioni gravi a un braccio – e lascia Amanda di soli 7 anni. Amanda viene quindi affidata all’inesperto David. Questo dramma francese, i cui personaggi sono moltissimi (forse troppi?) e non dettagliati (forse l’obiettivo è una serie tv?), non manca di lacune, forse dovute a un montaggio frettoloso più che a una sceneggiatura abbozzata in alcuni punti, come l’atto terroristico inscenato in modo poco credibile benché sia un evento importante nella storia, perché causa il drastico e improvviso cambio di vita di David, ma è commovente, delicato e contiene un messaggio positivo. Infatti, il rapporto fra David e Amanda, sempre più forte e complesso, arriva bene allo spettatore soprattutto grazie ai due attori molto ben diretti; in particolare, si apprezza la bravissima interprete di Amanda, specie nell’ultima scena del film, che si conclude con un invito a non arrendersi mai e alla speranza, una vera lezione di vita per tutti. Voto: 7,5/10.

F1) Locandina e trailer del film

La locandina del film AMANDA di Mikhäel Hers.                                        Fonte: https://pad.mymovies.it/filmclub/2018/04/004/locandina.jpg      Una clip del film: www.youtube.com/watch?v=6bfTSaQJti4

 

F2) Un momento commovente del film con Vincent Lacoste e la bravissima Isaure Multrier

I due ottimi e giovani attori in un momento del film, Lacoste e Multrier.                                                                Fonte: www.cineon.it

 

Interessante il docufilm WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE?

Uno spaccato di vita sui diritti civili e sul forte senso della propria razza, disgiunta dal mero colore della pelle, che, infatti, come dice uno dei personaggi del film, è talvolta bianca anche per chi appartiene alla così detta razza negroide. I nomi di morti rivendicati dalle black panthers, il Movimento rivoluzionario afroamericano fondato, ad Oakland in California, nell’ottobre 1966 da H. Newton e B. Seale, originariamente con il nome di Black Panther Party for Self-Defence, per contrastare la discriminazione sociale, politica e legislativa degli afroamericani, sono reali con riferimento a chi fu ucciso dalla polizia locale. Molto interessante è vivere e guardare dall’interno, attraverso questo film-documentario, il movimento e le problematiche di violenza e solitudine specifiche di una certa situazione socio-storico-territoriale. La mamma, in certe culture, è quasi una divinità, motivo per cui, quando la protagonista fa la scoperta che l’amico non sa dove la madre defunta sia sepolta, la vive come uno scandalo. Emerge la distinzione data dall’educazione scolastica/culturale, cioè fra chi sa leggere e scrivere e chi no, con la conseguenza di ingiusti effetti discriminatori. Il film è in bianco/nero: per evidenziare il discorso razzista? magari anche per sottolineare la durezza della vita di queste persone, in particolare dei ragazzini che crescono fra solitudine, noia e desiderio di fuggire. Voto: 7/10.

 

F3) Locandina e trailer di What you gonna do when the world’s on fire?

La locandina del docufilm What you gonna do when the world’s on fire? In concorso a Venezia 75. Fonte: https://www.frosinonemagazine.it/                                                Trailer: www.youtube.com/watch?v=3ZAI4NA3en0

 

F4) Intenso primo piano del giovane attore co-protagonista

Intenso primo piano del giovanissimo attore Kevin Goodman.                                                                  Fonti: https://mr.comingsoon.it/imgdb/PrimoPiano/81130_ppl.jpg

 

F5) Il cast principale del docufilm sul tappeto rosso alla Mostra del cinema 2018

Il cast principale sul tappeto rosso di Venezia 75 attorno al regista Roberto Minervini.                              Fonte: http://www.bta.bg

 

PETERLOO: è il nuovo film scritto e diretto da Mike Leigh sulla battaglia di Waterloo

Il massacro di Peterloo avvenne nel 1819 a Manchester: si sarebbe dovuto trattare di una adunata pacifista in nome della democrazia contro la riforma parlamentare, organizzata dall’Unione patriottica di Manchester. La povertà imperante, per le carestie e la disoccupazione, causata dai così detti Corn laws sempre maggiori, ossia i dazi sulle derrate agricole importate, che seguirono alle guerre napoleoniche conclusesi nel 1815, l’assenza di suffragio nell’Inghilterra del nord e l’insorgere dei movimenti a favore dei diritti delle donne furono alla base del raduno nel St. Peter’s field, sotto la guida del noto oratore radicale pacifista Henry Hunt, conclamato dal popolo. L’evento si trasformò in strage a causa della repressione delle forze governative che attaccarono una folla di oltre 60.000 persone, causando moltissimi morti e ancor più feriti. Fortunatamente, la presenza di alcuni elementi della stampa inglese permise la diffusione della notizia con una chiara comunicazione di quanto accaduto, il che aiutò la definizione della democrazia e la fondazione del quotidiano The Guardian. Un personaggio fa da legame fra l’inizio e la fine del film, un giovane soldato che torna a casa traumatizzato: è il trauma della guerra dal quale non si riprenderà mai più. La perfetta costruzione e rappresentazione di personaggi, scenari, ambientazioni (anche interne), l’espressività curata di ogni personaggio, l’uso superlativo della luce mi spingono a un convinto 9½/10 per questo film, prodotto da Amazon Studios.

 

F6) Locandina e trailer del film PETERLOO

La locandina del film diretto dal grande Mike Leigh.                                                        Fonte: https://4.bp.blogspot.com                                                                                  Trailer: www.youtube.com/watch?v=t1Wp37haiG4

 

F7) Un momento del film

Un momento del massacro.                                                                                          Fonte: http://www.cineavatar.it/wp-content/uploads/2018/08/peterloo-b.jpg

 

F8) Il regista Mike Leigh

Un momento delle riprese di PETERLOO ad opera del grande Mike Leigh al centro della foto.                                        Fonte: https://thelincolnite.co.uk/wp-content/uploads/2017/07/mike-leigh-lincoln-8.jpg

 

Le recensioni sui film di Venezia 2018 continuano nella newsletter della prossima settimana.

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
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